Via de’ Tornabuoni
Buongiorno Amici 😀💜!
Della serie…”In giro per Firenze”, oggi vorrei raccontarvi di una tra le vie più famose della mia città.
Via de’ Tornabuoni, o Via Tornabuoni, è infatti una lussuosa via del centro storico di Firenze che va da piazza Antinori al ponte Santa Trinita, attraversando piazza Santa Trinita.
È una strada fra le più eleganti di Firenze fin dal Rinascimento quando fu oggetto di un processo di profonda trasformazione con la realizzazione di numerosi palazzi nobiliari che occupano entrambi i fronti stradali. Oggi si caratterizza per la presenza delle migliori boutique di stilisti di alta moda quali Gucci, Salvatore Ferragamo, Enrico Coveri, Roberto Cavalli, Emilio Pucci e altri; e di gioielleria come Damiani, Bulgari e Buccellati.
Anticamente vi passavano le mura romane e in epoca matildina lungo l’attuale strada correva il letto del Mugnone.
Nei pressi dell’attuale Palazzo Strozzi si trovava la Porta di Brancazio, storpiatura di “San Pancrazio“, che sbucava su un ponte per collegarsi all’odierna via del Parione. Con l’ampliamento delle mura del XII secolo, il fiumiciattolo venne deviato passando in via de’ Fossi, interrando l’alveo del vecchio letto e ampliando la strada che già esisteva lungo il corso.
La via, inclusa quindi nelle nuove mura, ebbe più nomi: via dei Legnaiuoli(1847), per l’Arte dei Legnaioli nella zona, e via dei Belli Sporti, per la vocazione scenografica che sin dall’antico contraddistingueva la via. Sin dal XIII secolo la via era stata infatti interessata dalla costruzione di edifici residenziali, torri e logge, con una densità più fitta tra via Strozzi e piazza Antinori, dove la strada era più stretta che nel tratto verso l’Arno.
I due estremi della via erano segnati da architetture religiose: l’antica chiesa di San Michele in Betelde, forse di origine longobarda, e l’abbazia vallombrosana di Santa Trinita, del XIII secolo, sorta sul sito di una primitiva chiesetta dedicata a Santa Maria dello Spasimo.
Nel Trecento la strada era già dotata di palazzi di dimensioni notevolmente superiori all’architettura allora dominata da case-torri ed abitazioni piccole: spiccavano il palazzo Spini-Feroni, la torre dei Gianfigliazzi e il palazzo Cambi-Del Nero nelle loro versioni antiche, prima delle trasformazioni successive.
Nel Quattrocento, il Rinascimento arrivò con la costruzione di palazzo Antinori, palazzo Tornabuoni (di Michelozzo), che dà il nome alla via, e con l’enorme palazzo Strozzi, che consolidò il ruolo di via Tornabuoni a luogo nobile e di rappresentanza.
Il periodo d’oro della strada iniziò in epoca Granducale, quando vi passavano i cortei di carrozze, che da palazzo Pitti imbucavano via Maggio e il ponte Santa Trinita. Nel 1565 venne innalzata la colonna in granito che ancora oggi contraddistingue la veduta prospettica della via.
Vi si tenevano regolarmente parate, cortei e giochi di piazza, come le corse di cavalli, le partite di pallone col bracciale (antenato del tennis) o di Calcio in Costume (talvolta), oppure il Torneo dell’Anello, gara per arcieri a far passare una freccia entro un anello sospeso in mezzo alla via.
Al Seicento risalgono le facciate di palazzo Giaconi e del palazzo della Commenda da Castiglione, mentre venne eretto ex novo il palazzo Viviani della Robbia e la loggia di palazzo Tornabuoni su progetto di Ludovico Cigoli. Venne inoltre rifatta la facciata di Santa Trinita e si iniziò la ricostruzione della chiesa di San Michele in forme monumentali, dedicandola a San Gaetano dei Teatini.
Nel Settecento venne rifatto il secondo Palazzo Tornabuoni in gusto arcaico, mentre il neoclassicismo vide la ristrutturazione della facciata di palazzo Gherardi-Uguccioni e altri. In quell’epoca, con la creazione dei lungarni, venne sacrificata la torre degli Spini e il pittoresco ma malconcio arco dei Pizzicotti, posti tra il fiume e palazzo Spinti-Feroni.
In quel periodo vennero anche tagliate le panche di via di palazzo Feroni e della torre dei Gianfigliazzi, mentre si costruì quella sui tre prospetti di palazzo Strozzi. Un ostacolo veniva considerato il restringimento all’altezza del palazzo Tornabuoni. Per questo il palazzo venne “tagliato” dopo il 1857, per i lavori di allargamento della via, ricostruendo una nuova facciata con l’antica loggetta seicentesca spostata all’angolo opposto.
Nei primi anni del Novecento la via assunse l’aspetto definitivo attuale, con la sistemazione di Palazzo Dudley di Adolfo Coppedè.
In occasione del corteo ufficiale di Benito Mussolini e Adolf Hitler del 9 maggio 1938 la strada venne dotata di una doppia fila di fanali, rimasti fino agli anni Settanta.
Dal 24 giugno 2011, la strada è stata pedonalizzata.