Frecce tricolori, orgoglio italiano

Oltre un secolo di storia italiana rivive nei cieli ogni volta che la Pattuglia Acrobatica Nazionale entra in azione. Su queste macchine volanti c’è spazio solo per i migliori, scelti per imprimere una firma verde-bianco-rossa lungo l’orizzonte di diverse città del mondo.
La tradizione acrobatica dell’aeronautica militare iniziò negli anni Trenta con la prima scuola di Campoformido, diretta dal colonnello Rino Corso Fougier in qualità di comandante del 1º Stormo.
I buoni risultati cominciavano già ad intravedersi quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale: gli eventi bellici segnarono una brusca frenata su questa iniziativa, fino al forzato scioglimento della pattuglia.
Il clima di austerità dell’immediato Dopoguerra, legato in particolar modo al numero ridotto di velivoli disponibili, impedì la ricostituzione di una squadra ufficiale: comunque, nel corso degli anni Cinquanta, furono diversi gli stormi che si guadagnarono la ribalta internazionale, partecipando a numerose manifestazioni di forte richiamo.
Poco alla volta il gruppo si ricompose in un unica pattuglia: inizialmente pochi elementi per poi arrivare a nove unità più il solista. In seguito, giunse anche la possibilità di utilizzare fumi colorati; infine, dai cacciabombardieri Fiat G.91PAN si passò agli italianissimi MB-339PAN ( gli stessi che tutt’oggi sono in dotazione). Oggetto di continue ed innovative modifiche nel tempo, gli Aermacchi MB al giorno da oggi sono stati resi estremamente leggeri e adatti a supportare le traiettorie più spericolate.
Il reparto così come è composto attualmente, si formò a Rivolto il 1 marzo del 1961; la volontà dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana fu quella di raccogliere in un’unica sede tutte le esperienze acrobatiche per formare una compagine ufficiale che rappresentasse degnamente l’Italia negli eventi ufficiali, soprattutto all’estero.
Nacquero le Frecce Tricolori, la formazione acrobatica più numerosa mai esistita; il loro programma di volo, comprendente una ventina di acrobazie della durata di circa mezz’ora, le ha rese le più famose al mondo, riconosciute a livello mondiale come la miglior pattuglia acrobatica nazionale.
Ben dieci velivoli che volano come un sol aereo o meglio come un sol uomo: le figure eseguite dalla pattuglia variano da un’altezza superiore ai 2.000 metri fino ai passaggi a bassa quota. Il pezzo forte delle loro performance li vede, con la formazione al completo, disegnare in cielo un tricolore lungo 5 km. In ogni manovra non c’è margine d’errore, per questo si selezionano i migliori piloti tra quelli che hanno più di 1.000 ore di volo: ciononostante, nel corso degli anni, il numero dei piloti che hanno perso la vita per incidenti verificatisi durante la fase di addestramento o nelle manifestazioni ufficiali, è salito a quota sei.
Ma loro, i mitici Pony (come si chiamano tra loro), continuano imperterriti a volare, rendendo fiero ed orgoglioso ogni italiano di esserlo!
Dieci velivoli, dieci uomini che rappresentano ovunque nel mondo la capacità, il cuore e l’anima di tutti noi: la dimostrazione che, quando vuole, l’Italia fa squadra….e vince!

Grazie, da un veterano dell’aviazione